Corona, media, propaganda

Pubblicato: 19 March 2020; Lingue: DE, EN, ES, FI, FR, GR, HU, IT, RU, TR

Anche nella situazione attuale vale la vecchia e collaudata regola della propaganda: meno si sa, più si specula. Per i lettori attenti, invece, questo offre l’opportunità di valutare la serietà e l’orientamento dei vari media e degli autori.

Si osserva, per esempio:

  1. Quali media si limitano a contare i casi positivi ai test e i decessi senza chiedersi di cosa si sono ammalati o sono morti?
  2. Quali media fanno notizia come “Allenatore di calcio di 21 anni muore di coronavirus” e menzionano solo nell’ultima frase che aveva una leucemia non diagnosticata?
  3. Quali sono i media che affrontano il problema della cosiddetta mortalità eccessiva, che in tutti i paesi e in tutte le fasce d’età è ancora nella fascia normale o inferiore?
  4. Quali sono i media che chiedono quanti pazienti in terapia intensiva con polmonite inattesa si sono aggiunti e qual è la loro età e il loro profilo di salute?
  5. Quali mezzi di comunicazione verificano se il numero di persone positive ai test aumenta solo proporzionalmente al numero di test effettuati – e quindi rimane costante in termini percentuali?
  6. Quali media preferiscono immagini spaventose di virus, tute protettive e bare invece di dati concreti, fatti e informazioni di fondo?
  7. Quali sono i media che discutono i problemi noti dei test sui virus in generale e la mancanza di convalida clinica del test attualmente utilizzato in particolare?
  8. Quali sono i media che evidenziano il ruolo problematico svolto dall’OMS nei casi precedenti?
  9. Quali sono i media che cercano di introdurre una ricaduta politica o geopolitica?
  10. Quali sono i media che parlano ancora di “armi biologiche”, anche se questo scenario può essere escluso da tempo, visti i tassi di mortalità e i profili di mortalità difficilmente spettacolari?

L’ipotesi delle armi biologiche, lanciata in ogni occasione da quasi quarant’anni, ha una funzione principalmente geopolitica e psicologica. (Vedi anche: Storia della guerra biologica)

In breve, chiunque mostri semplicemente delle curve esponenziali con il numero di test positivi o di decessi inganna il lettore (o è stato ingannato lui stesso). Nella situazione attuale, ci si può fidare solo di coloro che fanno le domande reali. E non molti lo fanno.

Gli esperti medici e militari intervistati dal SPR raccomandano di tenere a mente tre possibili scenari nell’analisi degli sviluppi attuali (“le tre P”):

  1. Una pandemia causata da un pericoloso virus
  2. Una psicosi di massa indotta dai media
  3. Una potenziale operazione psicologica

Come esempio delle recenti operazioni psicologiche, vengono citati gli attacchi con armi chimiche ripetutamente inscenati nella guerra siriana, che dal 2019 sono stati scoperti da informatori dell’OPCW e da altri esperti, ma che i media classici hanno ampiamente ignorato.

L’informatore dell’NSA Edward Snowden aveva già avvertito che la crisi del corona virus segnalata sarebbe stata utilizzata per una massiccia espansione delle misure globali di monitoraggio e controllo, che non sarebbe stata poi smantellata. Il virologo argentino Pablo Goldschmidt, che vive in Francia, parla di “terrore mediatico globale” e di “misure totalitarie”.

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